Il ruolo dell’intelligenza artificiale tra le forze dell’ordine. La politica della difesa e il diritto alla privacy
Abstract
PAROLE CHIAVE
Intelligenza artificiale, Sicurezza, Privacy, AI Act, Forze dell’ordine, Diritto europeo
Il presente contributo analizza l’impiego crescente dell’intelligenza artificiale nei settori della sicurezza e della difesa, incluso l’ambito militare, con particolare attenzione al bilanciamento tra esigenze di ordine pubblico e sicurezza nazionale, da un lato, e tutela dei diritti fondamentali, in primis la privacy, dall’altro. Le tecnologie di sorveglianza intelligente, gli algoritmi predittivi e i sistemi decisionali automatizzati stanno trasformando l’operatività delle forze dell’ordine, riducendo progressivamente il controllo umano. Questa transizione solleva importanti questioni etiche, giuridiche e politiche. Lo studio esamina in particolare il contesto italiano, soffermandosi sul disegno di legge sull’intelligenza artificiale, giudicato dalla Commissione europea (parere C(2024) 7814) non pienamente conforme all’AI Act. L’analisi mette in luce le tensioni tra l’esigenza di sicurezza e la protezione della privacy, sottolineando le lacune strutturali nella governance dell’IA e nei meccanismi di supervisione democratica. In prospettiva comparata, lo studio considera le esperienze di altri Stati membri dell’Unione europea, valutando l’efficacia degli strumenti regolatori e la coerenza con i principi costituzionali e convenzionali in materia di diritti umani.
