Riserva di umanità e funzioni fondamentali dello Stato. Tra teoria, prime applicazioni normative e considerazioni critiche

Abstract

PAROLE CHIAVE

Il contributo ricostruisce il contesto e le ragioni che hanno portato all’affermazione del principio di riserva di umanità, evidenziandone i tratti fondamentali. Un principio, quest’ultimo, ricavabile implicitamente da un’analisi dei principi contenuti nelle Carte costituzionali e sovranazionali ed appartenente in generale ad un’identità costituzionale europea; un principio che, sebbene elaborato inizialmente con specifico riferimento alle funzioni amministrative, sembra in grado di estendersi sino a coprire tutte le funzioni fondamentali dello Stato, come quella legislativa, quella giudiziaria e quella tributaria. Un principio che, per queste ragioni, rappresenta oggi un caposaldo della c.d. legalità algoritmica e che, dopo le prime affermazioni in via pretoria e negli studi della dottrina, si sta rapidamente consolidando, nelle più recenti legislazioni in materia di Intelligenza Artificiale, come argine alla pervasiva diffusione degli algoritmi nella nostra società, a salvaguardia delle prerogative dell’essere umano. La riserva di umanità, tuttavia, è un principio che per non tradursi in un involontario limite allo sviluppo delle nuove tecnologie, deve essere interpretato in maniera evolutiva, secondo la prospettiva finale del benessere dell’essere umano e dell’ambiente.

V. 29 N. 1 speciale (2026)

PUBBLICATO

SEZIONE
Saggi

ISSN
2421 – 0528

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