Neurotecnologie e sicurezza cognitiva nella dinamica tra individuo e Stato
Abstract
PAROLE CHIAVE
Neurotecnologie – sicurezza cognitiva – legittimità democratica – interessi strategici nazionali – sicurezza dello Stato – tutela multilivello dei neurodiritti.
Nell’era neurotecnologica, la convergenza tra tecniche d’intervento sulla mente e sistemi d’intelligenza artificiale costituisce un fattore di rischio simultaneo per la sicurezza cognitiva individuale e per quella dello Stato. Le tecniche capaci di registrare, modulare o alterare l’attività neurale, incidendo sulla formazione del pensiero e inferendone informazioni, finiscono con il compromettere l’identità personale, nucleo inviolabile della persona, oltre alla stessa possibilità di una successiva, libera autodeterminazione. Quando tali interferenze colpiscono la sfera della volontà politica o la mente di soggetti con responsabilità decisionali elevate, la lesione trascende l’ambito individuale per incidere, ora sulla genuinità del voto e delle determinazioni politiche, ora sull’autenticità delle decisioni assunte da chi esercita funzioni strategiche o sulla segretezza delle informazioni da questi conosciute. Sicché essa si trasforma, rispettivamente, in minaccia alla sovranità popolare e alla legittimità democratica, nonché in compromissione degli interessi strategici e della stabilità nazionale. L’articolo propone, dunque, una lettura sistemica del nesso tra integrità neurocognitiva della persona e resilienza istituzionale, affermando la necessità di una tutela multilivello dei neurodiritti e, in particolare, della protezione dell’integrità mentale, quale presupposto della tenuta degli ordinamenti democratici.
