I premi in seggi: una tecnica di razionalizzazione della forma rappresentativo – parlamentare non sufficientemente consolidata
Abstract
PAROLE CHIAVE
Premi di maggioranza – Ingegneria istituzionale – Clausola di esclusione – Stabilità governativa – Abuso modellistico
Il saggio analizza i premi in seggi come tecnica di razionalizzazione istituzionale peculiare dell’ordinamento italiano, pressoché sconosciuta nelle grandi democrazie parlamentari. Si tratta di uno strumento scientificamente poco consolidato, «mal-definito» e «in-definito» secondo la stessa letteratura specialistica. Il sindacato della Corte costituzionale, condizionato da eccesso di self-restraint, tardività degli interventi e consenso dottrinale di fondo, non sembra averne vagliato adeguatamente la legittimità complessiva. Attraverso un confronto con le clausole di esclusione emerge la natura ambigua del premio in seggi, che appaiono poco compatibili con le logiche del governo parlamentare e sempre potenzialmente lesivi delle istanze di garanzia costituzionale. L’analisi conclude che essi, costituendo più abusi tecnici in contrasto con la «riserva di scienza» accolta dalla Costituzione che razionalizzazioni, esprimono un’idea di democrazia difficilmente conciliabile con la Costituzione repubblicana, come dimostra la loro genesi storica – sempre legata a contesti di blocco sistemico o di visioni plebiscitarie della rappresentanza – piuttosto che a reali esigenze di stabilità governativa.
