Innovazione tecnologica, politiche europee e riparto delle competenze: Stato e Regioni nella governance costituzionale della transizione digitale
Abstract
PAROLE CHIAVE
Digitalizzazione, Governance multilivello, Coordinamento informatico, Regionalismo digitale, Intelligenza artificiale
Il contributo esamina il ruolo della digitalizzazione nel sistema delle competenze delineato dal Titolo V della Costituzione, interrogandosi sulla sua qualificazione giuridica e sul rapporto tra Stato, Regioni e Unione europea nella governance delle tecnologie emergenti. Muovendo dall’analisi del coordinamento informatico e dell’evoluzione della giurisprudenza costituzionale, il lavoro evidenzia come la trasformazione digitale abbia progressivamente assunto una rilevanza che trascende la dimensione meramente tecnica e organizzativa dell’azione amministrativa. Attraverso l’esame delle recenti esperienze normative della Toscana e della Puglia, vengono messi a confronto due differenti modelli regionali di intervento, rispettivamente orientati alla tutela dei diritti e alla promozione dello sviluppo economico. Il contributo sostiene che la digitalizzazione non sia riconducibile a una materia costituzionalmente tipizzata, ma debba essere letta come una politica pubblica trasversale, capace di incidere su una pluralità di competenze, diritti e funzioni. In questa prospettiva, la trasformazione digitale emerge come uno dei principali fattori di ridefinizione dei rapporti tra unità e autonomia, ponendo l’esigenza di nuovi strumenti di coordinamento e di una riflessione sul suo possibile riconoscimento costituzionale quale funzione trasversale dell’ordinamento.
