Innovazione tecnologica, politiche europee e riparto delle competenze: Stato e Regioni nella governance costituzionale della transizione digitale

Abstract

PAROLE CHIAVE

Il contributo esamina il ruolo della digitalizzazione nel sistema delle competenze delineato dal Titolo V della Costituzione, interrogandosi sulla sua qualificazione giuridica e sul rapporto tra Stato, Regioni e Unione europea nella governance delle tecnologie emergenti. Muovendo dall’analisi del coordinamento informatico e dell’evoluzione della giurisprudenza costituzionale, il lavoro evidenzia come la trasformazione digitale abbia progressivamente assunto una rilevanza che trascende la dimensione meramente tecnica e organizzativa dell’azione amministrativa. Attraverso l’esame delle recenti esperienze normative della Toscana e della Puglia, vengono messi a confronto due differenti modelli regionali di intervento, rispettivamente orientati alla tutela dei diritti e alla promozione dello sviluppo economico. Il contributo sostiene che la digitalizzazione non sia riconducibile a una materia costituzionalmente tipizzata, ma debba essere letta come una politica pubblica trasversale, capace di incidere su una pluralità di competenze, diritti e funzioni. In questa prospettiva, la trasformazione digitale emerge come uno dei principali fattori di ridefinizione dei rapporti tra unità e autonomia, ponendo l’esigenza di nuovi strumenti di coordinamento e di una riflessione sul suo possibile riconoscimento costituzionale quale funzione trasversale dell’ordinamento.

V. 30 N. 2 speciale (2026)

PUBBLICATO

SEZIONE
Saggi

ISSN
2421 – 0528

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