Oltre l’uguaglianza by design: genere e intelligenza artificiale

Abstract

PAROLE CHIAVE

L’articolo esamina il rapporto tra intelligenza artificiale e uguaglianza di genere alla luce dell’art. 3 della Costituzione, concentrandosi sui limiti costituzionali della formalizzazione tecnica dell’uguaglianza. I sistemi di intelligenza artificiale operano su dati che riflettono diseguaglianze storicamente sedimentate, contribuendo alla loro stabilizzazione attraverso processi decisionali automatizzati. Il contributo ricostruisce l’evoluzione del dibattito normativo e dottrinale verso modelli di prevenzione della discriminazione fondati sull’equal treatment by design, mettendone in luce le implicazioni per l’eguaglianza sostanziale. Alla luce della giurisprudenza costituzionale, l’eguaglianza viene interpretata come principio dinamico e relazionale, orientato alla valutazione degli effetti concreti delle decisioni sulle condizioni materiali di vita delle persone. L’analisi evidenzia come la traduzione dell’eguaglianza in parametri tecnici ex ante incida sulla sua funzione critica, rendendo necessario il mantenimento di spazi di controllo, contestazione e revisione delle decisioni automatizzate. L’intelligenza artificiale emerge così come un terreno decisivo per la capacità del diritto costituzionale di preservare la portata trasformativa dell’eguaglianza sostanziale.

V. 30 N. 2 speciale (2026)

PUBBLICATO

SEZIONE
Saggi

ISSN
2421 – 0528

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