Quale futuro per il consenso informato in ambito sanitario dopo la legge italiana sull’intelligenza artificiale?
Abstract
PAROLE CHIAVE
Consenso informato, l. n. 132/2025, AI act, GDPR, Alleanza terapeutica
L’attuale scenario globale caratterizzato dall’ampia diffusione di strumenti digitali, algoritmi predittivi e sistemi di intelligenza artificiale (IA) applicati alla medicina e alla sanità suggerisce una riconsiderazione del consenso informato in virtù del rinnovato ruolo da esso assunto nella prospettiva etico-giuridica. Il presente lavoro, quindi, tenterà di porre in rilievo le nuove suggestioni dovute al crescente impiego di modelli di IA con riguardo al settore sanitario, sottoponendo a vaglio critico la scelta assunta dal legislatore italiano, dietro spinta unionale e nell’ambito dell’iter di approvazione della l. n. 132/2025 (recante Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale), di limitare il contenuto dell’informativa nei confronti del paziente al mero «impiego di tecnologie di IA». I vuoti di tutela discendenti da una tale opzione normativa, difatti, non solo non potrebbero essere colmati dalle disposizioni del GDPR né tantomeno da quelle dell’AI Act ma sembrerebbero altresì ingiustificabili alla luce delle competenze unionali in materia sanitaria per come desumibili dall’attuale lettera dei Trattati.
