Suicidio medicalmente assistito: possibilità tecnica o diritto dell’individuo? Riflessioni critiche su interventismo della Corte costituzionale, inerzia del legislatore nazionale e fughe in avanti dei legislatori regionali
Abstract
PAROLE CHIAVE
Suicidio medicalmente assistito – Corte costituzionale – diritto alla vita – autodeterminazione – competenza legislativa regionale.
Il contributo analizza criticamente l’evoluzione della disciplina del suicidio medicalmente assistito alla luce della giurisprudenza costituzionale e delle recenti iniziative legislative regionali. L’Autore sostiene che le pronunce della Corte costituzionale abbiano individuato esclusivamente un’area di non punibilità dell’aiuto al suicidio, senza configurare un diritto soggettivo a ottenere assistenza sanitaria. In tale prospettiva vengono evidenziati i dubbi di legittimità costituzionale delle leggi regionali che, disciplinando procedure e tempi di accesso, sembrano trasformare una mera facoltà in una prestazione dovuta. Il saggio conclude affermando la necessità di un intervento del legislatore statale, quale unico soggetto costituzionalmente legittimato a disciplinare una materia che coinvolge il diritto alla vita, l’autodeterminazione e il principio di eguaglianza.
